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Alimentazione funzionale nel tennis

Il tennis è uno sport praticato in tutto il mondo e in Italia gode di moltissimi appassionati. Come in tutti gli sport, accompagnare un’alimentazione corretta ad allenamenti funzionali contribuisce ad un miglioramento drastico delle performance. Mangiare gli alimenti giusti in momenti giusti della giornata permette di allenarsi al 100% e di rendere al meglio il giorno del torneo o della partita.

Approccio generale all’alimentazione nel tennis

L’approccio dietetico per il tennis è ovviamente subordinato al carico di lavoro giornaliero e settimanale. Per gli agonisti, inoltre, dipende fortemente dalla fase della stagione in cui ci si trova. In fase di preparazione atletica non sarebbe funzionale seguire il medesimo schema nutrizionale rispetto alla fase dell’anno in cui l’atleta è impegnato in competizioni.

Il perno attorno al quale il tennista deve modulare la propria alimentazione è la suddivisione dei macronutrienti. Il tennis, seppur sia uno sport esplosivo, in taluni casi assomiglia dal punto di vista dei consumi ad attività di endurance. Alcune partite equilibrate possono durare diverse ore, mentre altre si esauriscono a malapena in sessanta minuti.

Per tali ragioni è difficile stabilire la quantità di energia che un tennista andrà a consumare durante una competizione e talvolta è necessario assumere nutrienti anche nel bel mezzo di una partita.

Alimentazione tennis
Il glicogeno deve essere reintegrato al termine di ogni sessione

Glicogeno: fonte di energia fondamentale nel tennis

Proprio in virtù della natura dicotomica del tennis, il glicogeno deve essere sempre reintegrato dopo un allenamento o una partita. Scendere in campo con muscoli scarichi sarebbe un dramma per il tennista, che non deve assolutamente sottovalutare l’importanza degli zuccheri al termine di una sessione.

Nell’arco della giornata di allenamento un giocatore di tennis non dovrebbe scendere al di sotto dei 6g di carboidrati per chilo di peso corporeo. Un atleta di 70 kg, pertanto, dovrà consumare attorno ai 420g di carboidrati netti nei giorni in cui scende in campo. Di contro, nei giorni di riposo, questo valore può scendere attorno ai 3-4g di carboidrati per chilo di peso corporeo, in favore di un aumento delle proteine. Queste ultime vanno consumate lontano dalle sessioni con la racchetta, mantenendo tuttavia una grammatura giornaliera netta pari a 1,5-2,0g per chilo di peso corporeo.

I grassi, all’interno della dieta ideale per il tennis, non dovrebbero superare il 30% dell’apporto calorico giornaliero e, a differenza di altri sport in cui la forma fisica può variare durante l’anno, non devono subire particolari variazioni nelle quantità durante la stagione.

In alcune occasioni le partite potrebbero subire dei ritardi, a causa di rallentamenti nel torneo. Quest’evenienza può portare ad una riduzione dell’energia disponibile e potrebbe richiedere l’assunzione di integratori energetici come -destrine, barrette d’avena o gel. L’integrazione è fondamentale che venga concordata assieme al nutrizionista ed è centrale per un’alimentazione funzionale nel tennis.

Conclusioni

Per un tennista è fondamentale mantenere la forma fisica durante l’anno, essendo essa centrale nell’economia della performance. A seconda dello sforzo a cui si sottopone, l’atleta deve modulare i macronutrienti e soprattutto i carboidrati. I grassi vanno mantenuti costanti relativamente a proteine e carboidrati che rimangono, durante tutto l’anno, la principale fonte di energia.

Non bisogna trascurare il corretto apporto di proteine soprattutto nei giorni di riposo e dopo gli allenamenti: sono le molecole che permettono il ripristino delle fibre muscolari. Una giusta integrazione, soprattutto durante l’attività, contribuisce a mantenere la forma fisica ed il livello del tennis giocato al massimo potenziale.

Sapevi che la caffeina contribuisce al miglioramento delle performance?

carboidrati per ripristinare glicogeno dopo una sessione di tennis
Una porzione di pasta con del condimento proteico è perfetta come pasto dopo una partita o allenamento

Bibliografia

Ranchordas et al, Nutrition for Tennis: Practical Recommendations, Journal of Sports Science and Medicine (2013) 12, 211-224.

Dormire: quanto incide il cibo sulla qualità del sonno?

Il sonno è un aspetto della vita di cui in molti sottovalutano l’importanza. Nonostante sia ampiamente dimostrato che dormire in maniera quantitativamente e qualitativamente adeguata prevenga un ampio spettro di malattie e disturbi, spesso questo è un elemento delle nostre vite che tendiamo a trascurare. Secondo le linee guida una persona adulta dovrebbe dormire tra le 8 e le 10 ore di sonno notturno, ma in quanti effettivamente riescono a farlo?

Approfondisci “Dormire: quanto incide il cibo sulla qualità del sonno?”

I benefici dell’integrazione di Omega 3

Seppur molti integratori siano poco affidabili, gli Omega 3 rimangono uno di quegli elementi praticamente immancabili nella dieta di qualsiasi individuo sano. Le proprietà di queste macromolecole sono pressappoco infinite e pagine e pagine di pubblicazioni scientifiche ne elogiano le proprietà in maniera quasi inequivocabile.

Nonostante gli omega 3 siano presenti in moltissimi alimenti, essi sono spesso accoppiati agli omega 6. L’equilibrio di queste due classi di acidi grassi è fondamentale che sia a favore dei primi, onde evitare di instaurare ambienti pro-infiammatori all’interno dell’organismo. Sfortunatamente, per quanto ci si possa scervellare per organizzare la propria dieta in questi termini, senza un’adeguata integrazione è molto difficile raggiungere tale risultato.

Approfondisci “I benefici dell’integrazione di Omega 3”

Caffè: come trarre i maggiori benefici dalle giuste dosi di caffeina

La caffeina è una molecola che la maggior parte della popolazione, soprattutto italiana, ha imparato a venerare. In molti sostengono che essa sia fondamentale per ottenere un buon livello di concentrazione durante la giornata. Che sia assunta per mezzo di caffè, tè, integratori o energy drink è immancabile nella dieta quotidiana di milioni e milioni di persone. Ma vi siete mai chiesti quale sia il momento migliore per la prima dose della giornata?

Uno degli effetti principali della caffeina è quello di ritardare il sonno. Questo avviene perché la caffeina si lega ai recettori dell’adenosina, una molecola dalla struttura simile che si accumula durante la veglia e si scarica durante il sonno. L’adenosina è uno di quei fattori che determinano la sonnolenza e la caffeina ne intralcia la funzione.

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